E’ chiamato Polluce, il secondo esemplare di laboratorio volante aerospaziale senza pilota del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) ed è di nuovo pronto al volo.
Lo ha annunciato il presidente Enrico Saggese nel corso di un evento organizzato dal CIRA per illustrare alla comunità scientifica e alla stampa i dettagli e gli obiettivi della prossima missione, in programma a febbraio dalla base di lancio dell’aeroporto di Arbatax–Tortolì in Sardegna. Il giorno preciso del lancio con pallone stratosferico dipenderà, come sempre, dalle condizioni atmosferiche e dai limiti operativi imposti da Enac e Enav per la salvaguardia del traffico aereo.
Tra gli ospiti della manifestazione: Giuseppe Morsillo, dell’Agenzia
Spaziale Europea, che ha parlato dei programmi riguardanti lo sviluppo
dei lanciatori e dei sistemi di rientro per l’esplorazione spaziale ed
ha candidato il CIRA ad ospitare un prossimo workshop proprio sul
programma di esplorazione che ESA ed Unione Europea stanno mettendo a
punto.
E’ intervenuto anche il senatore Sergio Vetrella, che ha sottolineato
l’importanza strategica per il Sistema Italia del programma USV
(Unmanned Space Vehcicle), programma concepito e in parte sviluppato
proprio negli anni della sua presidenza al CIRA.
Il Program Manager di USV, Gennaro Russo, ha infine illustrato
obiettivi, tecnologie ed esperimenti di volo dell’intero programma che
mira a investigare il campo dell’ipersonica, sia per il rientro
atmosferico che per il volo transatmosferico. Mentre, in collegamento
diretto con il team USV da Arbatax guidato da Pier Paolo De Matteis,
sono state descritte fasi ed obiettivi della prossima missione che
vedrà come protagonista il velivolo “Polluce”, progettato dal CIRA e
realizzato con il contributo di importanti industrie nazionali del
settore come il gemello 'Castore'.
Pur essendo molto simile a "Castore", il velivolo che nel febbraio del
2007 ha compiuto con successo la sua missione raggiungendo l’80% degli
obiettivi prefissati, “Polluce” è in realtà molto più sofisticato.
L'esperienza operativa maturata con il primo lancio, così come
l'elaborazione dei dati raccolti hanno consentito, infatti, di
realizzare un velivolo tecnologicamente più avanzato e di progettare
una missione più complessa, sia dal punto di vista delle velocità da
raggiungere, che delle manovre da effettuare durante il volo.
Il prossimo lancio sarà caratterizzato da una quota di sgancio del
velivolo dal pallone stratosferico di 24 km contro i 20 km del primo;
oltre ad una manovra di richiamata più lunga, il velivolo compirà anche
una manovra di “alfa-sweep”, tale, cioè, da variare l’angolo d’attacco
mantenendo costante la velocità, e due virate con manovra di “bank”; la
velocità massima raggiunta sarà di Mach 1,2 (circa 1500 km/h) contro i
Mach 1,07 del primo volo. Terminata la fase sperimentale, le manovre
porteranno al rallentamento del velivolo fino ad una velocità prossima
a Mach 0,2 (circa 250 km/h), che consentirà l'utilizzo di un paracadute
convenzionale prima della fase di ammaraggio. La durata di questo
secondo volo sperimentale sarà di circa 140 secondi contro i 47 del
primo.
Il velivolo, la cui funzione è quella di laboratorio volante servirà ad
estendere le conoscenze già acquisite nei settori di aerodinamica e
strutture e a testare l’affidabilità delle tecnologie e delle leggi di
controllo utilizzate per la navigazione con guida automatica ed in
parte autonoma. Nelle ultime fasi di preparazione al volo, sarà
completata l’istallazione a bordo di due esperimenti passeggeri: uno
proposto da una PMI campana, Strago Ricerche, basato sull’uso di
tecnologia Mems (sistemi elettromeccanici miniaturizzati) per la
misurazione delle accelerazioni caratteristiche del volo fino
all’ammaraggio; l’altro, un esperimento didattico di fisica
dell’atmosfera denominato IRIS, finalizzato alla rilevazione
dell’opacità dell’atmosfera collegata alla presenza di aerosol ed
ideato da alcune scuole medie superiori della Puglia.
Anche in futuro (un terzo volo è già previsto tra circa un anno per
raggiungere Mach 1,8), Polluce sarà a disposizione di quanti, tra
aziende, enti di ricerca, università, rispondendo all’Announcement of
Opportunity lanciato dal CIRA a livello mondiale, vorranno sfruttare i
voli dell’USV per condurre esperimenti, sia sulla base delle
apparecchiature già esistenti a bordo, sia imbarcando proprie
strumentazioni in uno spazio appositamente progettato.
La realizzazione della prossima missione vedrà ancora una volta il
coinvolgimento di enti e istituzioni come l’ASI (Agenzia Spaziale
Italiana), per il supporto alle operazioni di lancio; l’Aeronautica
Militare, per il controllo in sicurezza della missione; l’ESA per
l’utilizzo del sistema satellitare Artemis; la Marina Militare, per le
operazioni di recupero del velivolo dopo l’ammaraggio; l’Enav per
l’autorizzazione al volo e la gestione delle interferenze con il
traffico aereo.
Obiettivo di questa missione e di quelle in programma è l'acquisizione
di dati relativi al volo transonico e supersonico con la prospettiva di
investigare, nel prossimo futuro, anche le complesse fasi del volo
ipersonico (5000-6000 km/h) in atmosfera e di rientro dallo spazio per
mettere a punto alcune delle principali tecnologie e metodologie che
consentiranno alle nostre imprese di sviluppare i futuri velivoli
spaziali e transatmosferici in grado di ridurre notevolmente il tempo
di collegamento tra diversi continenti".
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